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Mi faccio gli auguri da sola ☺


Oggi è il mio compleanno; compio 30 anni... stanno cominciando a diventare troppi, ma sono contenta così.
Non scrivo questo post per farmi fare gli auguri, ma solo perché ho trovato delle belle immagini vintage per l'occasione da condividere... e poi anche Google mi ha fatto gli auguri! ☺




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"Il Processo" di Franz Kafka


E' da tempo che voglio pubblicare un post su uno dei libri più interessanti e misteriosi che abbia mai letto. Ed ecco qui, ho trovato il tempo. Ve ne consiglio la lettura.

E' un romanzo incompiuto di Franz Kafka, pubblicato per la prima volta nel 1925. È una storia surreale di un impiegato di nome Josef K. che viene accusato, arrestato e processato per motivi misteriosi.

Il romanzo si compone di 10 capitoli, scritti principalmente fra l'agosto del 1914 e il gennaio dell'anno successivo, ma riveduti a più riprese da Kafka fino al 1917. Sebbene l'opera sia incompiuta, l'ordine dei capitoli rispecchia le indicazioni dell'autore, e sono presenti sia il capitolo iniziale che quello finale.
Il manoscritto giunse nel 1920 nelle mani di Max Brod, amico di Kafka, che lo valutò come la più grande opera dello scrittore. Brod esaminò il manoscritto, eseguendo alcune piccole modifiche per compensarne le lacune, e contrariamente alla volontà dell'autore, che desiderava che l'opera fosse bruciata dopo la sua morte, pubblicò il romanzo nel 1925. Come scrisseBruno Schulz nella prefazione dell'edizione del 1936:


Il romanzo, che Max Brod ricevette nel 1920 dall'autore sotto forma di manoscritto, è incompiuto. Alcuni capitoli frammentari, che avrebbero dovuto trovare la loro collocazione prima del capitolo conclusivo, vennero da lui separati dal romanzo, basandosi su quanto dichiarato da Kafka, e cioè che questo processo in idea è a dire il vero incompiuto e che le sue ulteriori peripezie non avrebbero apportato più nulla di essenziale al senso fondamentale della questione.


Il protagonista, Josef K., è uno stimato uomo d'affari che lavora per un'importante banca, presumibilmente di Praga. Un giorno qualsiasi, all'improvviso, due uomini si presentano per arrestarlo, peraltro senza limitare in alcun modo la sua libertà di azione. K scopre così di essere oggetto di un oscuro processo, pensa ad un errore e decide di intervenire subito per risolvere lo spiacevole malinteso. Il protagonista cerca di combattere la macchina processuale, cervellotica e irrazionale, con la logica e con quel pragmatismo che gli deriva dal suo lavoro presso la banca.

Ben presto però il signor K. si trova contro un muro di gomma che rifiuta la logica e pretende di dettare i tempi e la metodologia dello svolgimento del processo. Durante il processo K. non riesce a scoprire il proprio capo di imputazione, ma si trova costretto ad assumere uno stimato avvocato che lo difenda.
L'avvocato pur essendogli stato caldamente raccomandato si comporta come il tribunale, procede con delle azioni e dei passi che K. non è in grado di verificare né comprendere in pieno. L'avvocato lo rassicura sull'impegno profuso per il suo caso e sulla dedizione che riserva alla sua causa, ma K. si trova a vivere nella dimora dell'avvocato delle vicende surreali e dopo un periodo di riflessione decide di licenziare l'avvocato e di ignorare le richieste del tribunale. Questa sua rinuncia alla difesa lo conduce quasi come una naturale conseguenza alla sua condanna. Infatti Josef K. viene prelevato dagli agenti del tribunale e portato in una cava, dove viene ucciso con una coltellata per ordine del tribunale.

Il signor K. muore in conseguenza di una condanna inflittagli da un tribunale che non ha mai voluto informarlo delle accuse a suo carico e che non gli ha mai consentito di attuare una vera difesa per il suo presunto crimine, qualunque esso sia stato. La sua uccisione viene effettuata da due agenti che svolgono il loro incarico come fosse una faccenda quotidiana e banale e il protagonista prima di morire, pensando alla sua squallida morte, esclama Come un cane!.

http://it.wikipedia.org/wiki/Il_processo_(romanzo)


Una pagina del manoscritto




Le immagini tratte dal film di Orson Welles del 1962 con il bravissimo Anthony Perkins
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Lori Nix


Ho poche notizie di questa fotografa, ma molte foto da mostrarvi.

Mi è molto piaciuto, soprattutto perché mischia l'aspetto "infantile" (ma non sempre) del modellismo e il senso di distruzione che pervade le sue immagini.

Davvero tutto molto suggestivo.









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Tristan Tzara


Moineşti, 16 aprile 1896 – Parigi, 25 dicembre 1963

E' stato un poeta e saggista rumeno di lingua francese e rumena, di religione ebraica. Il nome vero è Samuel Rosenstock.

Visse per la maggior parte della sua vita in Francia. È conosciuto soprattutto per essere il fondatore del Dadaismo, un movimento di avanguardia rivoluzionaria nelle arti.

Il movimento Dada nacque a Zurigo durante la Prima Guerra Mondiale. Tzara scrisse i primi testi Dada, La première aventure céleste de Monsieur Antipyrine (1916), Vingt-cinq poèmes (1918) e il manifesto del movimento, Sept manifestes Dada (1924).

A Parigi, assieme ad altri artisti come André Breton, Philippe Soupault e Louis Aragon fu protagonista di attività artistiche rivoluzionarie con l’intento di scioccare il pubblico e di disintegrare le strutture del linguaggio. Alla fine del 1929, stanco del nichilismo e del distruzionismo, si unì ai suoi amici nelle attività più costruttive del Surrealismo. Si spese per conciliare il Surrealismo con il Marxismo ed entrò a far parte del Partito Comunista Francese nel 1937. Combatté in Spagna per la Repubblica e contro i Franchisti, e fu un attivo resistente francese nella Seconda guerra mondiale. Lasciò il Partito nel 1956, in protesta contro la repressione Sovietica della Rivoluzione Ungherese.

I suoi ideali politici lo portarono più vicino ai valori umani, e poco a poco divenne un poeta lirico. Le sue poesie rivelavano l'angoscia della sua anima, presa in mezzo tra rivolta e meraviglia nella tragedia quotidiana della condizione umana. I suoi lavori maturi iniziarono con L'Homme approximatif (1931) e continuarono con Parler seul (1950) e La face intérieure (1953). In questi lavori, le parole affiancate in modo anarchico del Dada erano sostituite da un linguaggio difficile ma umanizzato.

Morì a Parigi nel 1963. Il suo corpo è interrato nel Cimitero di Montparnasse.

http://it.wikipedia.org/wiki/Tristan_Tzara



Fila superiore, da sinistra a destra: Max e Lotte Burchartz, Peter Röhl, Vogel, Lucia e László Moholy-Nagy, Alfred Kemeny; fila in mezzo: Alexa Röhl, El Lissitzky, Nelly e Theo van Doesburg, Sturtzkopf; fila inferiore: Werner Graeff, Nini Smit, Harry Scheibe, Cornelis van Eesteren, Hans Richter, Tristan Tzara, Hans Jean Arp.


Fila superiore: Tristan Tzara, Salvador Dali, Paul Eluard, Max Ernst, Rene Crevel; fila inferiore: Man Ray, Hans Jean Arp, Yves Tanguy, André Breton. (1930)


Tzara ritratto da Robert Delaunay




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"La fortuna dei Rougon" di Émile Zola


Ieri sera ho finito di leggere il primo romanzo del ciclo dei Rougon-Macquart, La fortuna dei Rougon (che potrete trovare nella sezione "Il libro del mese" e nell' "Archivio dei Libri del mese". "Purtroppo" ne ho già letti altri, in ordine sparso e dunque mi è stato difficile dimenticare i profili comportamentali dei personaggi conosciuti; consiglio, a chi volesse intraprendere la lettura di questo grande autore, di leggere i romanzi in quest'ordine.

La fortuna dei Rougon
La cuccagna
Il ventre di Parigi
La conquista di Plassans
La colpa dell'abate Mouret
Sua Eccellenza Eugène Rougon
L'ammazzatoio
Una pagina d'amore
Nanà
Quel che bolle in pentola
Al paradiso delle signore
La gioia di vivere
Germinale
L'Opera
La terra
Il sogno
La bestia umana
Il denaro
La disfatta
Il dottor Pascal

Ricordo, anche che "Thérése Raquin" non fa parte di questo ciclo.
E ora, ecco la trama del primo romanzo.

E' il primo dei romanzi del ciclo de I Rougon-Macquart dello scrittore francese Émile Zola pubblicato nel 1871.

La vicenda si svolge a Plassans, una piccola cittadina della Provenza, e narra la storia di due famiglie antagoniste, i Rougon e i Macquart, tra la fine del settecento e il 1851.
Adelaïde Fouquet, di carattere isterico e maniaco, ha sposato un Rougon, di mestiere giardiniere, ed è diventata l'amante di Macquart un ubriacone che si arricchiva con il contrabbando. Dal marito ha un figlio, Pierre; da Macquart ha due figli, Ursule e Antoine.
Arrivati alla seconda generazione vi sono tra i figli già due elementi con problemi: un figlio è alcolizzato e l'altro è tisico. Si giunge così alla terza generazione dove, su undici figli appartenenti a tre famiglie, si contano quattro malati e due di debole costituzione.

I Rougon legittimi e i Macquart illegittimi provano reciprocamente un grande odio che si acuisce allo scoppiare della rivoluzione del 1848e per tutto il periodo che porta al Secondo Impero.
Tra i nipoti legittimi di Adelaïde (figli di Pierre, che ha sposato Felicité, la figlia di un ricco commerciante d'olio ottenendo grossi vantaggi) solamente il dottor Pascal non si preoccupa di arricchirsi e rimane nel paese per studiare scienze naturali, Eugène decide di recarsi aParigi per trovar fortuna e Aristide raggiunge presto il fratello e si mette nel giornalismo.

Antoine Macquart ha tre figli (Lise, Gervaise e Jean), è repubblicano e odia profondamente i Rougon che vogliono fare carriera con l'appoggio dei preti e dei nobili. Durante le giornate del dicembre 1851 i rapporti tra le due famiglie peggiorano. I Rougon sembrano stare dalla parte del Principe residente e appoggiare la sua opera restauratrice non disdegnando lotte e tradimenti, mentre Antoine Macquart, che non si mostra certo da meno della famiglia rivale, fa cadere, per denaro, gli amici repubblicani in un trabocchetto. Non tutti i Macquart però sono simili e tra loro vi è il giovane Silvère Mouret, figlio di Ursule, che crede veramente nella causa repubblicana e si mette dalla parte degli operai organizzando nelle campagne bande armate.
Silvère conosce Miette, la figlia di un contrabbandiere in carcere per l'assassinio di un gendarme, e se ne innamora, le dà protezione e presto la ragazza diventa l'eroina degli uomini in rivolta ma muore in un combattimento e verrà sepolta avvolta dalla bandiera rossa simbolo dei rivoluzionari.

Silvère viene preso prigioniero e abbandonato al suo destino dallo zio Pierre che avrebbe potuto salvarlo e viene assassinato da un gendarme mentre i Rougon si danno da fare senza scrupoli per ottenere ricchezze e cariche di prestigio all'arrivo del prefetto napoleonico.

http://it.wikipedia.org/wiki/La_fortuna_dei_Rougon

Per chi, dunque, volesse iniziare la lettura di questo ciclo di romanzi, consiglio di studiare prima bene l'albero geneaologico della famiglia


che così rappresentava Zola nel suo ottavo romanzo "Una pagina d'amore".


http://it.wikipedia.org/wiki/I_Rougon-Macquart,_storia_naturale_e_sociale_di_una_famiglia_sotto_il_Secondo_Impero#L.27albero_genealogico_dei_Rougon-Macquart
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