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Palazzo Soranzo Cappello


Questo post è dedicato ad una nuova amica, Annalisa (guardate il suo blog; è davvero molto particolare ed interessante) che presto visiterà Venezia. Oggi non avevo in programma di aggiungere un altro palazzo alla rubrica su Venezia, ma lo faccio volentieri per lei.

Santa Croce 770 - Fondamenta Gradenigo - Trovalo nella mappa

Si affaccia su rio Marin, vicinissimo all'altro grande palazzo dei Gradenigo, col quale rivaleggiò per lo splendido giardino di pertinenza. Il secentesco critico d'arte Giustiniano Martinioni così lo descrisse: "degno di memoria per costruttura, per marmo, per magnifiche stanze, per ampie sale, per ricche e pretiose suppellettili e per gli ornamenti specialmente di eccellenti pittori" e certamente, questa descrizione, non era esagerata.Il palazzo risale alla fine del Cinquecento o, al più tardi, ai primi anni del Seicento e venne realizzato da un ignoto architetto che prese ispirazione dai modi di Michele Sanmicheli (si veda il Palazzo Corner Mocenigo di San Polo). La facciata è molto interessante: presenta un asse centrale molto elegante e riccamente decorato, nel quale insistono, a partire dal basso, l'ampio portale (sopra il quale un tempo insisteva un vistoso stemma gentilizio, oggi scomparso), le monofore del mezzanino, le due serliane del primo e secondo piano nobile con balconi di diverso aggetto, per concludersi con un abbaino chiuso da un bel timpano triangolare. Due alti pinnacoli, oggi non più esistenti, posizionati dove oggi si vedono i camini, donavano ulteriore slancio ascensionale a tutta la struttura. Altre monofore laterali con balaustri, i marcapiani orizzontali, le teste in chiave d'arco, i capitelli delle semicolonne, rendono l'insieme estremamente gradevole.
La pianta interna è molto tradizionale e presenta un grande atrio dal quale alzano due scale, una minore a destra e una più ampia a sinistra, che disobbligano i piani superiori. Dall'androne si accede alla parte posteriore dove insisteva il vasto giardini, uno dei più noti di Venezia, con ogni probabilità disegnato e realizzato verso la fine del Seicento.
Quest'ultimo si compone di tre aree rettangolari scoperte, la prima una corte con edicole e statue, immediatamente dietro alla facciata posteriore del palazzo, una seconda, molto più ampia, anch'essa proprio dietro al palazzo, oltre la corte e infine la terza, forse un antico brolo o frutteto, che si dilunga sul fianco destro del palazzo.
Il giardini è stato minuziosamente descritto da Gabriele D'Annunzio nel 1896 in un passo dei suoi Taccuini e, soprattutto, da Henry James nel Carteggio Aspern, interamente ambientato a Venezia e, in particolare, nel palazzo e nel giardino Soranzo.
L'antichissima famiglia Soranzo, forse di origine romana, già ammessa al Consiglio fin dal 747, oltre ad aver dato parecchi ecclesiastici ed eroici uomini d'arme alla Repubblica, può vantare l'onore di aver visto un suo membro eletto alla massima carica ducale nel 1312, quel Giovanni Soranzo, già capitano di galea, fiero e rude uomo d'azione ma anche esperto diplomatico (riuscì a far togliere, nel 1313, un interdetto papale alla città che durava da ben cinque anni e riuscì a stipulare molti accordi commerciali estremamente favorevoli), morto nel 1328.
Il palazzo, dopo esser stato della famiglia Soranzo, passò, non è ben chiaro quando, ai Cappello, ai Cavalli e, dopo esser stato adibito a caserma, alla famiglia Di Trento.
Oggi, dopo molti anni di abbandono è stato sottoposto ad accurato restauro ed è diventato sede della Soprintendenza Beni Ambientali Ed Architettonici Del Veneto Orientale.



2 commenti:

Annalisa PCignitti ha detto...

Veramente grazie, cara Chiara, non potevi dedicarmi post più bello :-)

Chez Edmea ha detto...

Prego ;-)

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