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Jo Davidson

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30 marzo 1883 - 2 gennaio 1952

E' stato uno scultore americano di origine russo-ebraica. Anche se Davidson, nell'arco della sua carriera, si è specializzato in ritrattistica statuaria molto reale e rispondente al vero, lo scultore, in realtà, ha studiato i suoi soggetti non con un metodo formale, ma dialogando con loro per osservarne i loro tratti caratteriali.
Ha lavorato principalmente con l'argilla, mentre i prodotti finali erano tipicamente realizzati in terracotta, marmo e bronzo.

Nato a New York, Davidson lavora nell'atelier di Hermon Atkins MacNeil prima di trasferirsi a Parigi per studiare scultura presso l'Ecole des Beaux-Arts nel 1907. Dopo il ritorno negli Stati Uniti, è stato aiutato da Gertrude Vanderbilt Whitney che ne acquista molti lavori e lo aiuta ad introdursi nel mercato della staturia.

Nel 1911 Davidson si assicura la sua prima personale. La manifestazione si constava di una dozzina di scultori invitati dal magnate E. W. Marland per competere nel suo concorso per la realizzazione di una statua di una donna "pioniere" per la città di Ponca. Davidson, però, purtroppo non vince. Nel 1934, però, lo scultore si aggiudica il Premio Maunard presso la National Academy of Design, e nel 1947 l'Accademia Americana delle Arti e delle Lettere ne ospita una retrospettiva con circa 200 delle sue opere.
Nell'estate del 1949, fu uno dei 250 scultori che espone alla 3° Internazionale di Scultura presso il Philadelphia Museum of Art.

Tra le commissioni di Davidson ci furono il progetto per un distintivo delle Industrie di guerra, una raccolta di creazioni per il governo francese per commemorare la prima vittoria della Troupes de Marine e alcuni busti in bronzo dei leader degli Alleati. Furono proprio questi ultimi che gli fecero acquisire una fama internazionale.

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Frank Sinatra

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Hellen Keller

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Charlie Chaplin

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Il Presidente Dwight D. Eisenhower

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Gertrude Stein (fotografati da Man Ray)

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Arthur Conan Doyle

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Davanti alla Casa Bianca con il busto del Presidente Franklin D. Roosevelt

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Il busto di A. Einstein
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Maurice Drouard


1886-1915

Studiò scultura all'Ecole des Arts Dècoratifs e ai Beaux-Arts con Constantin Brancusi, nell'atelier di Antoin Merciè, lo scultore ufficiale della Terza Repubblica.

Drouard animava le serate di Rue du Delta, talvolta suonando il violino, aveva il proprio studio di scultore in Place du Tertre e si dedicò prevalentemente all'esecuzione dei ritratti e medaglioni decorativi; ci sono pervenuti un buon numero di suoi disegni raffiguranti le strade di Montmartre.

Come molti degli artisti a Parigi in quegli anni, con la Prima Guerra Mondiale fu costretto ad arruolarsi nell'esercito francese e un anno dopo l'inizio della guerra morì appena ventinovenne.

Una fotografia scattata nel febbraio del 1913 mostra il suo ritratto appeso al muro nel falantserio artistico della rue du Delta, dove fu probabilmente eseguito da Modigliani alcuni anni prima, intorno al 1909, Paul Alexandre, che aveva dato origine con suo fratello Jean al milieu di artisti della Rue du Delta, amava molto questa tela tanto da acquistarla, forse perchè l'immagine evoca una figura particolarmente vitale, grazie allo sguardo pungente e acuto che le caratterizza.

http://lottovolante.plnet.forumcommunity.net/?t=43814595





La targa al n° 11 di Place du Tertre riporta:

Maurice Drouard
          Sculpteur - Dessinateur
Né à Montmartre. Habita cette maison ou le quitta le 3 aout 1917 pour aller defendre avec le 236e Rég d'Infanterie. La Butte sa vigile église et ses moulins.
Il Fut tué à Tahure en pansant des Blessés. 1886-1915.
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Henri Gaudier-Brzeska


Saint-Jean-de-Braye, 4 ottobre 1891 – Neuville-Saint-Vaast, 5 giugno 1915

E' stato uno scultore e pittore francese, di stile vorticista.

Henri Gaudier è nato a Saint-Jean-de-Braye vicino a Orléans. Nel 1910 si trasferisce a Londra per diventare un artista, anche se non ne aveva ancora la formazione formale. Insieme a lui parte anche Sophie Brzeska, una scrittrice polacca che aveva oltre il doppio della sua età e che Henri aveva incontrato presso la Bibliothèque Sainte-Geneviève a Parigi e con la quale aveva iniziato un intenso rapporto simbiotico; Sophie, anche se non sposò mai Henri, utilizzò per tutta la vita il cognome del compagno.

Henri si dedicò da subito alla scultura, prendendo spunto dall'attività di falegname del padre.
Una volta in Inghilterra Gaudier-Brzeska entrò in contatto con il movimento Vorticista di Ezra Pound e Wyndham Lewis, diventando uno dei membri fondatori del gruppo a Londra. Dopo il suo arrivo e subendo l'influenza di Jacob Epstein nel 1912, Henri cominciò a credere che la scultura doveva lasciarsi alle spalle la tecnica del "rifinito" della classicità greca e porre l'attenzione su un intaglio più diretto in cui i segni lasciati dagli strumenti doveva essere ben visibili a lavoro ultimato. 

Abbandonando il suo fascino e la sua attenzione per Auguste Rodin, Henri iniziò a studiare le sculture extra-europee opere del British Museum e del Victorian and Albert Museum. Ben presto sviluppò un forte interesse per l'arte giapponese, e poi africana e delle isole del Pacifico. 

Nel 1913 collaborò per le illustrazioni del libro di Haldane Macfall "The Wayfaring Splendid" con Claud Lovat Fraser e Edward Gordon Craig. 

Lo stile del disegno di Gaudier-Brzeska è stato influenzato dalla calligrafia cinese e la poesia che scoprì grazie a Ezra Pound.
I suoi disegni mostrano anche l'influenza del cubismo.
All'inizio della prima guerra mondiale, Gaudier-Brzeska si arruolò con l'esercito francese. Sembra che abbia combattuto con poco riguardo per la sua sicurezza, ricevendo così una decorazione per il coraggio, prima di essere ucciso nelle trincee a Neuville-Saint-Vaast.

Dopo la sua morte Sophie rimase per anni sotto shock e morì nel 1925 in un manicomio. 





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Vera Mukhina


1 luglio 1889, Riga - 6 ottobre 1953, Mosca

E' stata un'importante scultrice sovietica (lettone il nome è Вера Игнатьевна Мухина).

Mukhina è nata a Riga, in una ricca famiglia di mercanti e visse per molto tempo a Turgeneva dove una lapide commemorativa la ricorda. Più tardi si trasferì a Mosca dove ha studiato presso diverse scuole d'arte private, comprese quelle di Konstantin Yuon e Ilya Mashkov. 
Nel 1912 si recò a Parigi dove ha frequentato l'Académie de la Grande Chaumière e ha preso lezioni da Emile-Antoine Bourdelle; viaggiò molto in tutta Italia per esplorare i luoghi dell'arte e conoscere le sculture del Rinascimento.

Nel 1915 e 1916 ha lavorato come assistente di Aleksandra Ekster a Alexander Tairov 's in un teatro di Mosca. Nel 1918 si sposò con Alexei Zamkov, un militare chirurgo.

Nel 1920 Vera diventa una delle scultrici più importanti e conosciute dell'Unione Sovietica (nonostante il carattere cubista della sua produzione almeno fino al 1922) e si trasforma ben presto in una figura di spicco del realismo socialista, sia nello stile delle sue sculture che nell'ideologia. Ha insegnato presso la scuola statale Vkhutemas tra il 1926 e il 1927 e si è imposta all'attenzione internazionale con l'opera del 1937 "Lavoratori e donne kolchoz". 
Il suo lavoro di studio sui monumenti ufficiali e sulle scultura architettonica su commissioni statali continuò fino alla sua morte. Ha anche sperimentato il vetro per la sua produzione di busti. Secondo la leggenda, il classico sovietico sfaccettato tavolo di vetro è stato progettato da Mukhina.
Dal 1941 al 1952 Mukhina vinse il  Premio Stalin per cinque volte e fu nominata "Artista del Popolo dell'URSS" nel 1943. Nel 1953 scrisse "Pensieri di uno scultore".

L'opera più celebre di Mukhina è il gigantesco monumento ai lavoratori che fu al centro del padiglione sovietico nella Fiera Internazionale di Parigi nel 1937. E' stata la prima scultura saldata mai realizzata al monde.
Con i suoi 24 metri di altezza e 75 tonnellate di peso, la scultura è tutta in lamiera di acciao inox su un telaio di legno; le piastre sono saldate tra loro con dei punti.

Le mani dell'uomo e della donna tengono rispettivamente un martello e una falce; i due attrezzi vengono affiancati fino a formare il conosciuto simbolo dell'Unione Sovietica.

I luoghi legati a questa artista, la sua casa natale e il suo studio a Prechistensky non hanno grande valore per la Russia che ha previsto di demolire gli edifici.
Vera è sepolta nel cimitero di Novodevichy.



Il suo studio



Nel suo studio di Parigi, 1913




Nel restauro terminato nel 2009


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Alexander Calder



Come ricorda Google, oggi è il 113° anniversario della nascita di Alexander Calder.

Lawton, Pennsylvania, 22 luglio 1898 – New York, 11 novembre 1976

E' stato uno scultore statunitense.

È famoso per l'invenzione di grandi sculture di arte cinetica chiamate mobili.
Oltre che alle opere di scultura, mobile e stabile, Alexander Calder si dedicò anche alla pittura, alle litografie, a progettare giocattoli, arazzi e tappeti.

Calder proveniva da una famiglia di artisti. Il nonno, lo scultore Alexander Milne Calder, nacque in Scozia ed emigrò a Philadelphia nel 1868. È l'autore della colossale statua di William Penn in cima alla torre di Philadelphia City Hall. Il padre, Alexander Stirling Calder, è stato anch'esso uno scultore noto, ha prodotto molti monumenti pubblici, per lo più a Philadelphia. La madre, Nanette Lederer Calder, era una ritrattista professionista che aveva studiato presso l'Académie Julian e alla Sorbonne a Parigi dal 1888 al 1893 circa.
Essa si spostò in seguito a Philadelphia per frequentare l'Accademia d'Arte della Pennsylvania (Pennsylvania Academy of the Fine Arts), dove incontrò Alexander Stirling Calder. Si sposarono il 22 febbraio 1895.
Un anno dopo, nel 1896, nasceva la sorella di Alexander Calder, Margaret "Peggy" una delle personalità importanti nella fondazione del Berkeley Art Museum and Pacific Film Archive. Nel 1902, all'età di quattro anni, Calder posò nudo per la scultura del padre The man Cub (il cucciolo dell'uomo), che oggi si trova al Metropolitan Museum of Art di New York. Nello stesso anno, Calder completava la sua prima scultura, un elefante d'argilla. Tre anni dopo, quando Calder aveva l'età di sette anni e sua sorella nove, Stirling Calder contrasse la tubercolosi e i genitori di Calder si trasferirono in un ranch a Oracle in Arizona, lasciando i figli alla cura di amici di famiglia per un anno. I bambini raggiunsero i genitori in Arizona alla fine del mese di marzo del 1906 e lì rimasero fino all'autunno dello stesso anno.

Dopo l'Arizona, la famiglia Calder si trasferì a Pasadena, California. Lì, il seminterrato della casa di famiglia divenne il primo studio di Alexander, ed egli ricevette il suo primo set di strumenti. Usava avanzi di filo di rame che riusciva a trovare per strada e le perline delle bambole della sorella per creare gioielli. Il 1 gennaio 1907, la madre lo portò con sè al Tournament of Roses dove poté osservare una corsa di carri trainati da cavalli. Questo evento divenne più tardi il modello del finale degli spettacoli dei circhi di filo di Calder.
Nel 1909, quando era al quarto anno di scuola, Calder creò, come regalo di Natale per i propri genitori, una cane e una papera da un foglio di ottone. Queste sculture erano tridimensionali e la papera era cinetica, poiché dondolava se sfiorata. Queste opere sono frequentemente citate come esempi dell'abilità precoce di Calder.
Nel 1910, la guarigione di Stirling Calder, il padre, fu completa e la famiglia tornò a Philadelphia, dove Alexander frequentò per breve tempo la Germantown Academy, e successivamente a Croton-on-Hudson a New York. A Croton, durante i primi anni di scuola, Calder strinse amicizia con il pittore Everett Shinn, con il quale costruì un sistema di treni meccanici con propulsione a gravità. Calder stesso lo descrisse così:
Facevamo correre il treno su rotaie di legno tenute da chiodi; un pezzo di ferro che correva giù per la pendenza accelerava le carrozze. Illuminavamo addirittura alcune vetture con luci di candela.
Dopo Croton, i Calder si trasferirono a Spuyten Duyvil per essere più vicini al Tenth Street Studio Building di New York, dove Stirling Calder aveva affittato uno studio. Durante la permanenza a Duyvil, Calder frequentò la Yonkers High School.
Nel 1912, Stirling Calder venne eletto alla carica di direttore del Dipartimento di Scultura della Panama Pacific International Exposition a San Francisco.

Iniziò a lavorare sulle sculture per l'esposizione che si tenne nel 1915. Durante gli anni di scuola superiore di Alexander, tra il 1912 e il 1915, la famiglia fece la spola tra New York e la California. In ogni nuova abitazione, comunque, i genitori di Calder destinarono la cantina come atelier per il figlio. Alla fine di questo periodo, Calder, quando i suoi genitori tornarono a New York, rimase con i propri amici in California, così da potersi diplomare alla Lowell High School di San Francisco. Calder sì diplomò nel 1915.
Sebbene i genitori di Calder avessero incoraggiato la sua creatività quando era bambino, essi non desideravano che i propri figli divenissero artisti, sapendo che li avrebbe attesi una carriera incerta e finanziariamente difficoltosa. Così, nel 1915, Calder decise di studiare ingegneria meccanica dopo aver saputo della disciplina da un compagno di classe della Lowell High School, tale Hyde Lewis. Stirling Calder iscrisse perciò il figlio allo Stevens Institute of Technology di Hoboken, New Jersey.
Durante il suo anno da matricola allo Stevens, Calder si unì alla squadra di football e si allenò con la squadra per tutti i quattro anni seguenti, senza mai giocare una partita. Giocò anche a lacrosse, per il quale era più portato. Era membro della confraternita Delta Tau Delta. Eccelleva in matematica.
Nell'estate del 1916, Calder trascorse cinque settimane di formazione al Plattsburg Civilian Military Training Camp. Nel 1917, entrò a far parte dello Student's Army Training Corps, Sezione Navale, allo Stevens e venne nominato guida del battaglione.

Ho imparato a parlare lateralmente alla bocca e non sono mai state del tutto in grado di correggermi da allora.

Calder si laureò presso lo Stevens nel 1919. Per diversi anni a seguire, eseguì numerosi lavori di ingegneria, come ingegnere idraulico e come disegnatore per la New York Edison Company, senza però sentirsi soddisfatto di nessuno di questi ruoli.
Nel giugno 1922, Calder iniziò a lavorare come fuochista nella sala caldaie della nave H. F. Alexander. Mentre la nave era in viaggio tra San Francisco e New York City, Calder vide in prossimità delle coste del Guatemala il sole sorgere e contemporaneamente la luna tramontare su oppositi orizzonti. Così ne parlò nella propria autobiografia:
Era mattino presto e il un mare era calmo al largo del Guatemala, quando sopra il mio giaciglio - una corda arrotolata - vidi l'inizio di una fiammeggiante alba da una parte e la luna che pareva una moneta d'argento dall'altra.
Quando la H.F. Alexander attraccò a San Francisco, Calder viaggiò fino ad Aberdeen, Washington, dove la sorella viveva con il marito, Kenneth Hayes. Calder trovò impiego come addetto al controllo delle ore di lavoro in una segheria. Lo scenario montuoso lo ispirò a scrivere a casa per richiedere colori e pennelli. Poco dopo, decise di tornare a New York per intraprendere la carriera di artista.

http://it.wikipedia.org/wiki/Alexander_Calder




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Alfiero Nena


Nato a Treviso, patria del grande Arturo Martini, (nel 1933), si forma e lavora, con precoce e sicura vocazione per l'arte accanto al padre maestro artigiano e scultore in ferro dal quale acquisisce i segreti di un mestiere e di una tradizione antica.
A Roma nel 1959 approfondisce la sua formazione e si diploma all'Accademia delle Belle Arti sotto la guida di Emilio Greco del quale diviene prezioso e stimato collaboratore in opere di grande impegno.
Intrapresa la carriera di docente è stato ordinario di cattedra in vari Licei Artistici e Istituti d'Arte della capitale fino al 1995.
La scultura per Nena è rivelazione dell'essere, individuazione dell'anima; linguaggio che ne rende visibile la presenza nelle forme del nascere e del morire nel mistero della resurrezione.
In un'epoca in cui l'uomo vive l'ansia del nuovo millennio nell'inquietudine di una mutazione quasi della specie dei processi delle nuove tecnologie, il tempo annunciato del post-umano, Nena afferma i valori dell'uomo, della cultura e della civiltà, di cui la scultura è "monumento", testimonianza e memoria.
Le sue sculture, nel dominio di ogni materia, il ferro, di cui è forse in assoluto il piu' rappresentativo maestro di questo secolo, il bronzo, la terracotta, di rara intensità spirituale incarnano in forme sublimi nella loro naturalezza e semplicità i sentimenti dell'uomo: l'angoscia, il dolore, l'ansia, l'attesa, la solitudine, la gioia, la speranza, sempre forme della bellezza che è segno dell'amore.
Di Nena ricordiamo i monumenti collocati in luoghi importanti e suggestivi come la monumentale statua della Madonna del Soccorso nei resti romani di Villa Jovis sul Monte Tiberio a Capri, la Resurrezione in ferro nell'Aula Magna dell'Augustinianum, e la Grande Quercia in ferro all'Ente ENPAIA all'EUR, il Cancello in ferro con decorazioni scultoree della Cappella Lituana nelle Sacre Grotte Vaticane.
Fanno parte di un'appassionata e intensa ricerca sulla figura del Cristo il "Cristo" in ferro della chiesa di Castagno d'Elsa, il "Cristo" in bronzo della chiesa del Carmelo a Terni e il Cristo "Lux Mundi" della Basilica di S. Maria del Popolo a Roma.
Altre opere importanti sono a Sorrento, in piazza S. Francesco con una grande statua del Santo e una Maternità nei vicini giardini comunali del belvedere. Altre due statue in bronzo sono in una piazza di Acireale (CT) e raffigurano un Cristo e il Ven. P.Allegra, missionario francescano traduttore della Bibbia in cinese. Anche la sua città natale Treviso ospita al Museo Bailo la scultura in ferro Il Figliuol Prodigo.
Nel 1995 ha partecipato con due sculture in ferro alla Biennale di Venezia esponendo a Villa Pisani di Strà.
Ultimi capolavori, sono al Museo del Tesoro di S. Pietro in Vaticano. Si tratta di una Madonna con Bambino e di un altorilievo, "La cena in Emmaus" ambedue in bronzo.
Dal 1972 è Cavaliere della Repubblica per meriti artistici.
è membro del Comitato d'Onore e del Consiglio Direttivo dell'E.I.P. (Ecole Instrument de paix), Organizzazione Non Governativa riconosciuta dall'UNESCO e dal Consiglio d'Europa.
Il 24 maggio 1997 è nominato Presidente Onorario dell'A.N.S.I. Associazione Nazionale Scultori d'Italia.
Lo scultore ha ottenuto, per meriti artistici, dal Comune di Roma una vecchia scuola che ha ristrutturato per il proprio studio-laboratorio e per l'esposizione permanente delle sue opere. Questi locali sono anche la sede del Centro Culturale Fidia da lui fondato e che ogni anno assegna il Premio Fidia agli alunni delle scuole romane che si sono distinti nel campo dell'arte.

http://www.levenezie.it/Notizie/Notizie2008.html





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Alberto Giacometti


Borgonovo di Stampa, 10 ottobre 1901 – Coira, 11 gennaio 1966

E' stato un pittore e scultore svizzero

Figlio del pittore postimpressionista Giovanni Giacometti e di Annetta Stampa, cominciò a disegnare, a dipingere e a scolpire assai giovane.

Dopo aver frequentato la Scuola di arti e di mestieri di Ginevra, nel 1919, si iscrisse a Parigi ai corsi di scultura di Émile-Antoine Bourdelle, all'Accademia della Grande Chaumière nel 1922. Disparate esperienze culturali orientarono in direzioni diverse la sua operatività di questi anni. Lo testimoniano i suoi disegni, caratterizzati dalla frantumazione cubista, analitica, di ogni dettaglio, e sculture.

Ne sono esempi Torso del 1925, e Donna cucchiaio (al Kunsthaus di Zurigo) che, sulla base di un lavoro di memoria, intendono portare alla luce l'essenza concettuale delle cose.

Nel 1928 Giacometti entrò a far parte del gruppo surrealista (con cui ruppe nel 1935, pur partecipando alle mostre fino al 1938). In questo periodo, sul lavoro a memoria prevalgono l'immaginazione e, spesso, l'inconscio, che conducono Giacometti alla creazione di sculture assai importanti per l'idea surrealista di oggetto a funzionamento simbolico: Uomo e donna, (Parigi), e Boule pendu (Sfera sospesa, del1930, Kunsthaus di Zurigo): una forma sferica oscillante che sfiora una mezza luna allungata dentro un'ingabbiatura di ferro, introduce il problema dello spazio e della sua delimitazione, che da allora si precisa come una costante della ricerca estetica di Giacometti.

Nelle sculture dei primi anni '30 ricorrono alcuni elementi che ne costituiscono la chiave interpretativa: allusioni a parti anatomiche e organi sessuali, posti in dialettico rapporto con le strutture lineari e geometriche entro cui sono inseriti (Gabbia, del 1931, Stoccolma, Moderna Museet; Palazzo alle 4 del mattino, Museum of Modern Art di New York).

Il ricorso alla Gabbia pone l'idea della scultura come costruzione trasparente, corrispondente plastico dello spazio illusionistico della pittura. La stessa tematica e gli stessi elementi chiave compaiono nei disegni di Oggetti mobili e muti del 1931, forme inquietanti in quanto difficilmente identificabili, come scrive lo stesso Giacometti. La sua opera degli anni successivi tende a chiudere la parentesi surrealista.

L'oggetto invisibile rappresenta un punto di riferimento: il parallelepipedo su cui poggia la donna e l'incastellatura alle sue spalle prefigurano la strutturazione di molte sue opere pittoriche successive, nelle quali ricompare la stessa delimitazione dello spazio a inquadrare le immagini. Nel decennio lavora appartato occupandosi ancora prevalentemente di scultura.

Il suo interesse si sposta dal mito e dal sogno all'osservazione diretta della realtà, che si accompagna a una più consapevole preoccupazione per i materiali e le tecniche e implica una notevole trasformazione stilistica che lo conduce ad una sorta di naturismo schematico (Le mele sul buffet, 1937, Museum of Modern Art di New York).

Dal 1947 riprende a dipingere e disegnare intensamente, continuando a lavorare dal vero. I temi preferiti, pochi e di continuo rivisitati, sono i familiari (la madre e il fratello Diego), gli oggetti che lo circondano, paesaggi visti e vissuti. Le figure sono fisse, immobili rigidamente frontali: la cornice che Giacometti costruisce attorno ad esse ha la funzione di allontanarle isolandole dallo spazio, creando attorno ad esse vuoto.

È vicino alle problematiche esistenzialistiche; non a caso della sua pittura è stato interprete attento Sartre, che ne ha colto i riferimenti all'inaccessibilità degli oggetti e delle distanze esistenti tra gli uomini. Lo strumento stilistico scelto per tradurre in immagini le apparenze della realtà visibile è, in pittura, un segno che si infittisce e si dirada per esprimere la trama di relazioni degli oggetti fra loro e con loro nello spazio circostante, mentre in scultura grumi di materia apparentemente informi si coagulano lungo fondamentali linee di forza.

L'effige dell'artista ed alcune sue opere sono rappresentate nella banconota elvetica di 100 franchi.

http://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Giacometti





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Pablo Gargallo


Maella, 5 gennaio 1881 – Reus, 28 dicembre 1934

E' stato uno scultore spagnolo.

Gargallo nacque a Maella, in Aragona, ma all'età di sette anni si trasferì a Barcellona con la famiglia. Nel capoluogo catalano il giovane Gargallo fece i primi passi della sua carriera artistica, lavorando nello studio di Eusebi Arnau e frequentando gli artisti del gruppo Els quatre gats ("I quattro gatti"), come Picasso e Nonell. Collaborò anche con Lluís Domènech i Montaner, lavorando a statue per i suoi edifici quali il Palau de la Música Catalana e l'Hospital de Sant Pau a Barcellona e l'Institut Pere Mata di Reus, con sculture di pietra e bronzo.

Pablo Gargallo si trasferì poi a Parigi, nel quartiere di Montparnasse, dove avrebbe vissuto parte della sua vita. Nel 1903 visse nella comune di artisti Bateau-Lavoir con Max Jacob, Juan Gris e altri artisti tra cui l'amico Picasso, che prese come modello per un busto in metallo. L'anno successivo Gris gli presentò la futura moglie Magali Tartanson, che sposò nel 1915. Tornato in patria, Gargallo morì nel 1934 a causa di una polmonite fulminante a Reus, città in cui si era recato per inaugurare una mostra personale.

Per tutta la durata del suo percorso artistico Pablo Gargallo mantenne simultaneamente due stili apparentemente molto diversi: uno classico, imparentato col primo modernismo e col novecentismo, e uno stile avanguardista, in cui sperimentò la disintegrazione dello spazio e delle forme e l'impiego di nuovi materiali.

Gargallo, influenzato dall'amico Julio González, sviluppò uno stile di scultura basato sull'utilizzo di sottili placche di metallo e talvolta anche da carta e cartone, che formavano forme tridimensionali cave e dai contorni solo minimamente accennati. Tra le più importanti creazioni di questa tipologia sono da ricordare le maschere di Greta Garbo e l'opera Kiki de Montparnasse. In maniera analoga lo scultore applicò i dettami del suo stile a sculture più massicce come El Profeta, tra i capolavori di Gargallo.

Un'altra peculiarità di Gargallo fu lo sviluppo di sculture in materiali più tradizionali come bronzo o marmo, ma secondo la tecnica del negativo: nacquero così sculture in cui le convessità del corpo umano furono tramutate dall'artista in superfici concave.

Pablo Gargallo è considerato uno degli scultori spagnoli più importanti e innovatori del XX secolo e anche uno dei rappresentanti più significativi delle avanguardie internazionali. Nel 1985 gli è stato dedicato il Museo Pablo Gargallo a Saragozza.

http://it.wikipedia.org/wiki/Pablo_Gargallo


Kiki de Montparnasse, 1928

Gran bailarina II


Bailarina, 1930


Greta Garbo, 1930


Gran Profeta


Maschera d'Arlecchino sorridente III
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