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Il Cafè de la Paix

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Fin dalla loro inaugurazione il 5 maggio 1862, l'Hotel de la Paix, che in seguito divenne l'InterContinental Paris Le Grand e il Café de la Paix sono istituzioni reali, famose in tutto il mondo.

Bar ristorante in stile Secondo Impero, il Café de la Paix mette in mostra con orgoglio sontuosi affreschi e dorature.

Nel 1896, Eugene Pirou organizza nel mezzanino del locale, all'epoca adibito a cinema, le prime proiezioni. L'ingresso costava un franco e le proiezioni duravano fino a mezzanotte.
Due anni dopo, nel 1898 in un caldo un pomeriggio d'estate, Oscar Wilde, un habitué sulla terrazza del Café de la Paix, è testimone di un fenomeno strano: il pavimento si cosparge di una leggera nebbia che si alza da terra. Improvvisamente il poeta vede apparire nel vapore nel centro della piazza un angelo dorato che si ergeva sempre più in alto. Una certa emozione segue. Le donne spariscono. I tavoli vengono ribaltati. Un miracolo? No! In realtà si tratta dell'oscuramento dei raggi del sole coperti dalla figura allegorica dorata sulla cima dell'Opera, giusto di fronte al locale. L'ombra di questa figura proiettata al centro della piazza din dentro il locale, sembrava un essere soprannaturale.

Nel 1914, durante i festeggiamenti per la vittoria sui tedeschi, Georges Clemenceau si trasferisce al piano di sopra a guardare la parata militare di fronte al Teatro dell'Opera.

Nel 1938, la direzione del Café de la Paix, dopo aver enormemente aumentato i propri guadagni, decidi di creare una catena detta "Pam Pam"; si trattava, per lo più, di ristoranti ispirati a modelli americani e caratterizzati da un servizio veloce e prezzi modici e di facile accessibilità. Una sede della catena Pam Pam apre sugli Champs-Elysées, un'altra presso l'Opera. Entusiasta e sull'onda di una moda più che altro passeggera per l'epoca, l'amministrazione della catena Pam Pam riuscì a resistere fino alla fine degi tardi anni '70.
Nel 1939, per la prima volta nella sua storia, il Café de la Paix chiude il giorno della dichiarazione di guerra.
Il 25 agosto 1944, durante i combattimenti per la liberazione, una granata tedesca provoca un incendio all'interno del locale, prontamente spento dal corpo dei pompieri dell'epoca.

Nel novembre 1948, il ristorante presta la sua fama e i suoi locali alle riprese del film "Questa è Parigi", primo programma televisivo trasmesso in diretta dalla Francia agli Stati Uniti, con Yves Montand, Maurice Chevalier e Henri Salvador.

Durante gli anni cinquanta, Marlene Dietrich ha creato dei paravento decorati attraverso i quali la clientela era costretta a passare per recarsi alle bagni e gli inservienti alle cucine.
Nel 1976, il giornalista televisivo Leon Zitrone decide di festeggiare il suo giubileo professionale. Egli manda a tutti i suoi amici e parenti bellissimi inviti. Il M.L.F. (Mouvement Loufoque Français) animato dal comico Pierre Dac e dai suoi amici decidono di fare uno scherzo al giornalista mandando altri inviti a tutti i custodi del XIX arrondissement, a compagnie e società di circo e di fisarmonicisti.

Nel 1982, il Comédie Française festeggia al Café de la Paix il suo emozionante 300° anniversario per ricordare la sua fondazione da parte di Molière. Alla sontuosa cena partecipa tutta la buona società parigina tra cui anche Jean Piat, Sophie Desmarest, Jean Le Poulain, Michel Duchaussoy, Annie Ducaux, Georges Descrières, Bernard Blier e José Artur.

Nel 1989, qui si celebra il bicentenario della Rivoluzione francese, con una mostra di scene della Rivoluzione in collaborazione con il Museo Grevin e la presentazione alla stampa del busto di Marianne du Centenaire.

Nel 2000, al Café de la Paix è stato assegnato il primo premio del Patrimonio parigino promosso dal Comune di Parigi per tutti i bar, ristoranti e locali notturni della capitale.

Nel 2003, il Café de la Paix è stato completamente rinnovato: l'arredamento del vecchio giardino e le pareti divisorie scompaiono per fare spazio a prospettive più ariose e luminose, che rendono la sua atmosfera e i suoi volumi originali e moderni.

[trad. di http://www.cafedelapaix.fr]

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Una bellissima foto trovata nel web di qualcuno che l'ha intitolata "Mio padre al Cafè de la Paix, 1945".
Se questa persona mi legge, si metta in contatto con me tramite il blog!

http://www.cafedelapaix.fr/maj/images_resized/880-so-uneinstitution-photolieuhistorique2-fr2.jpg

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/1d/Caf%C3%A9_de_la_Paix_Paris_France.JPG

http://www.parisperfect.com/blog/wp-content/uploads/2012/11/Cafe-de-la-Paix-Dining-Room-Paris.jpg

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/e/e2/Constant_Korovine_Caf%C3%A9_de_la_paix.jpg

Dipinto di Kostantine Korovin

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Il Cafè a sinistra, al centro i lavori dell'entrata della metropolitana


La stessa scena, oggi
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W.C. Bell

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Inizio questo post con lo scrivere che non ho alcuna notizia riguardo questo fotografo. Non so niente di niente, quindi se qualcuno può integrare il mio post con informazioni corrette e pertinenti, è un piacere per me avere la sua collaborazione.
Mi piacciono le sue fotografie e dunque le posto qui di seguito.

http://www.itsallaboutfamily.com/j16/images/Antique-Photos/USA/MD/Frederick/Bell-Photography/MD_Frederick_Bell_man-with-mustache.jpg

http://24.media.tumblr.com/tumblr_lo2yc1VaX21qa51rdo1_400.jpg

http://24.media.tumblr.com/tumblr_l4qh5jhPjT1qzdzano1_500.jpg

http://cabinetcardgallery.files.wordpress.com/2013/04/tuffswestchester_0001.jpg

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http://whowerethey.files.wordpress.com/2011/08/mearns29.jpeg

Aggiornamento del 25 giugno 2013

Dopo aver scritto questo post mi ha contattato il mio caro amico Theo Bell, professore universitario olandese che mi ha gentilmente indicato questo link dove poter avere maggiori informazioni su questo fotografo.
Dunque vi riporto quanto sono riuscita a tradurre.

W.C. Bell muove i primi passi nell'ambito della fotografia nel suo studio di Philadelphia, ma ben presto si trasferisce a New York.Qui, tra il 1899 e il 1924, cambia diversi indirizzi qui di seguito elencati:

1889-1902 6 W. Market St.
1903-1915 10 W. Market St.
nel 1915 anche al 10 W. Market St. (The Grand Studio)
1917-???? 302 E. King St.
1923-1926 21 S. George St.
1927-1928 25 S. George St.
1929-1934 133 S. George St.
1935-1936 28 E. Market St.
1937-1940 302 E. King St.
dal 1939 al 1942 anche al 200 W. Market St. (Bell's Photography Studio)

http://boards.ancestry.co.uk/thread.aspx?mv=flat&m=8841&p=localities.northam.usa.states.pennsylvania.counties.york


Grazie mille Theo!
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Le Chicche #3

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Foto segnaletiche dei criminali di Sidney

http://fromthebarrelhouse.files.wordpress.com/2012/07/www-laboiteverte-18.jpg?w=468&h=640

Vi avevo già parlato qui dell'interessantissimo archivio fotografico del New South Wales Police Dept. a Sidney in Australia. Mi rifaccio a questo sito per mostravi altre foto di efferati criminali degli anni '20.
Le foto sono davvero bellissime!

http://fromthebarrelhouse.files.wordpress.com/2012/07/vintage-mugshots-black-and-white-24-2.jpg?w=614&h=462

Mr. Skukerman o Mr. Kukarman, anche denominato Signor Cecil Landan. Il NSW Police Gazette di Sydney annotta che "ottiene merci provenienti dai magazzinieri spacciandosi falsamente per uomo d'affari".

http://fromthebarrelhouse.files.wordpress.com/2012/07/vintage-mugshots-black-and-white-8.jpg?w=614&h=447

Harry Williams, condannato a 12 mesi di duro lavoro nel marzo 1929 per aver frequentato prostitute, hotel e wine bar in prossimità della Haymarket.

http://fromthebarrelhouse.files.wordpress.com/2012/07/0351.jpg?w=626&h=453

Walter Smith, accusato di "violazione di domicilio". E 'stato condannato a 6 mesi di lavori forzati.

http://fromthebarrelhouse.files.wordpress.com/2012/07/vintage-mugshots-black-and-white-3.jpg?w=481&h=488

Harry Leon Crawford, accusato di omicidio della moglie. Crawford si è presto presto rivelato essere in realtà Eugeni Falleni, una donna e madre spacciatasi per anni come uomo. Nel 1914 sposò Annie Falleni Birkett, Alcuni anni più tardi un parente della signora Birkett scoprì "qualcosa di incredibile su Harry".

http://fromthebarrelhouse.files.wordpress.com/2012/08/129-1.jpg?w=491&h=689

http://fromthebarrelhouse.files.wordpress.com/2012/07/www-laboiteverte-16.jpg?w=448&h=640

http://fromthebarrelhouse.files.wordpress.com/2012/08/vintage-mugshots-black-and-white-9-1.jpg?w=553&h=766

http://fromthebarrelhouse.files.wordpress.com/2012/08/129-1.jpg?w=491&h=689

http://fromthebarrelhouse.files.wordpress.com/2012/08/5406800414_f2493f5d3d.jpg?w=614

http://fromthebarrelhouse.files.wordpress.com/2012/08/vintage-mugshots-black-and-white-17.jpg?w=614&h=442

William Stanley Moore, trafficante di oppio e cocaina

http://fromthebarrelhouse.files.wordpress.com/2012/08/photo-police-sydney-australie-mugshot-1920-11-1.jpg?w=614

http://fromthebarrelhouse.files.wordpress.com/2012/07/www-laboiteverte-8.jpg?w=614&h=455

http://fromthebarrelhouse.files.wordpress.com/2012/07/vintage-mugshots-black-and-white-19.jpg?w=614&h=456

http://fromthebarrelhouse.files.wordpress.com/2012/07/www-laboiteverte-7.jpg?w=614&h=451

http://fromthebarrelhouse.files.wordpress.com/2012/07/vintage-mugshots-black-and-white-13.jpg?w=614&h=452

http://fromthebarrelhouse.files.wordpress.com/2012/08/5406800252_f87a7c1b63.jpg?w=633&h=460
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Il 2 giugno, quest'anno

http://blog.itinerairesdumonde.com/wp-content/uploads/2012/08/Carl-Laemmle.jpg

Quest'anno vi avevo già anticipato attraverso il post del 25 aprile e del 1° maggio che non avrei parlato delle feste nazionali, ma che i post avrebbero preso un altro indirizzo.
Non voglio allontanarmi da questa scelta e anche per oggi vi posto ciò che può essere interessante conoscere del 2 giugno, oltre che sapere che ricorre la Festa della Repubblica.

In questo giorno, nel 1912, nascono gli Universal Studios, una delle grandi major del cinema americano, per opera di Carl Laemmle.

Laupheim, 17 gennaio 1867 – Los Angeles, 24 settembre 1939
Carl Laemmle è stato un produttore cinematografico tedesco naturalizzato statunitense.
Fu uno dei pionieri del cinema muto, fondatore dell'Independent Moving Pictures, una compagnia di produzione che in seguito confluirà nell'Universal, una delle più importanti majors hollywoodiane.

Era familiarmente soprannominato Uncle Carl.

Nel 1906, Laemmle decise di tentare la strada del cinema: aperto il suo primo nickelodeon, si trovò ben presto con un circuito di sale di tutto rispetto. Ma per farle funzionare, aveva bisogno sempre di nuovi film. Una soluzione era quella di entrare nel settore distributivo. Qui, però, Laemmle entrò in conflitto con gli interessi della MPPC (Motion Picture Company of America) che, per boicottarlo, gli rifiutò i propri film. Laemmle, allora, fondò nel 1909 l'IMP: con i film prodotti dalla nuova casa di produzione e assieme ad altri imprenditori indipendenti, dimostrò che si poteva aggirare il monopolio della MPPC. Per superare i problemi che comunque si registrarono nella gestione della nuova impresa, si decise di ricorrere alla fusione dell'IMP con altre piccole compagnie.

L'8 giugno 1912, a New York, Carl Laemmle dell'IMP, Pat Powers della Powers Picture Company, Mark Dintenfass della Champion Films e Bill Swanson dell'American Éclair firmarono il contratto che unì le loro compagnie: la fusione porterà nel 1914 alla nascita dell'Universal Motion Picture Manufacturing Company che avrà la sua sede nella San Fernando Valley. La IMP continuò a produrre film fino al 1917[

Per il suo contributo all'industria cinematografica, a Carl Laemmle è stata assegnata una stella sulla Hollywood Walk of Fame al 6301 di Hollywood Blvd.

http://it.wikipedia.org/wiki/Carl_Laemmle

http://www.filmfestivalreviews.com/wp-content/uploads/2012/04/Universal-StudiosPostcard.jpg

Gli Universal Studios nel 1912

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/2c/Universal_Studios_Florida_Gate.JPG

Gli Universal Studios oggi

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Carl Laemmle insieme a Reginald Denny

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"Frankenstein" del 1931, con Boris Karloff, prodotto da Carl Laemmle

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La locandina del film "L'uomo che ride" del 1928, tratto dall'omonimo romanzo di Victor Hugo.
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"Il grande Gatsby" di F. Scott Fitzgerald


Quanto mi innervosiscono queste situazioni.
All'improvviso tutti scoprono che esiste un Gatsby; che esiste un romanzo d'amore maledetto così pieno di colpi di scena da togliere il fiato. E poi arriva il solito attore di Hollywood e il solito regista (in questo caso australiano, ma che ha molto, moltissimo dell'americano) che sfruttano l'ignoranza del popolo mondiale e fanno scoprire questa storia come se fosse nuova.

"Il grande Gatsby" è un romanzo del 1925! 1925!
Ve ne siete accorti che l'ambientazione non è contemporanea? E non vi è venuto qualche dubbio? So che queste parole, le persone a cui mi rivolgo, non le leggeranno mai, ma mi spaventa questa ignoranza di fondo.
"Il grande Gatsby" è un romanzo di Francis Scott Fitzgerald. E' uno scrittore per molti controverso e di scarso genio, ma per me è un ottimo letterato.
Il romanzo in questione l'ho letto per la gran parte in inglese e ora lo sto rileggendo in italiano.
Non mi sono certamente fatta mancare la versione cinematografica con Robert Redford del 1974, impareggiabile, imparagonabile rispetto alla versione del 2013 che sta andando al cinema in questo periodo.

Vi riporto qui di seguito quanto Wikipedia VI spiega riguardo il romanzo.

E' un romanzo dello scrittore statunitense Francis Scott Fitzgerald pubblicato per la prima volta a New York il 10 aprile 1925 e definito da T.S. Eliot "il primo passo in avanti fatto dalla narrativa americana dopo Henry James".

Ambientato a New York e a Long Island durante l'estate del 1922, Il grande Gatsby è il più acuto ritratto dell'anima dell'età deljazz, con le sue contraddizioni, il suo vittimismo e la sua tragicità.
La storia, che seguendo la tecnica di Henry James viene raccontata da uno dei personaggi, narra la tragedia del mito americano che aveva retto il paese dai tempi dello sbarco a Plymouth Rock e può essere considerata l'autobiografia spirituale di Fitzgerald che, ad un certo punto della sua vita, chiuso con l'alcolismo e con la vita da playboy, voleva capire quali fossero stati gli ostacoli che avevano fatto inabissare la sua esistenza.

In questo libro, come scrive il suo biografo Andrew Le Vot, Fitzgerald "riflette meglio che in tutti i suoi scritti autobiografici il cuore dei problemi che lui e la sua generazione dovettero affrontare... In Gatsby, pervaso com'è da un senso del peccato e della caduta, Fitzgerald assume su di sé tutta la debolezza e la depravazione della natura umana".

L'adolescente James Gatz, figlio di poveri contadini del Nord Dakota, fugge dalla famiglia convinto di poter trasformare se stesso e costruirsi una nuova identità.

James Gatz: era questo il suo nome vero, o almeno quello legale. Lo aveva cambiato a diciassette anni, nel momento in cui ebbe inizio la sua carriera: quando vide lo yacht di Dan Cody gettar l'ancora nella secca più insidiosa del Lago Superiore.

Egli incontra il ricco proprietario di uno yacht, Mr Dan Cody, che, grato perché il giovane lo ha avvertito della presenza di uno scoglio che avrebbe potuto far affondare la sua imbarcazione, lo assume e gli fornisce una "giacca azzurra, sei paia di calzoni bianchi e un berretto con visiera da yacht".

James, che adotta lo pseudonimo Jay Gatsby, viene inviato a Louisville per un addestramento militare e lì si innamora di Daisy Fay, un'affascinante ereditiera di diciotto anni che ricambia i suoi sentimenti. I due trascorrono insieme un felice periodo e, quando Gatsby è in procinto di partire per la Prima guerra mondiale, si giurano eterna fedeltà. Ma quando Gatsby, che si trova in Europa, viene a sapere che Daisy ha sposato un famoso giocatore di polo di Chicago, Tom Buchanan, giura di riconquistarla.

Fatta definitivamente propria l'identità di Jay Gatsby, il giovane si reca in Inghilterra, dove frequenta l'ambiente di Oxford per cinque mesi, e alla fine ritorna in America dove, diventato ricco grazie al contrabbando e ad altre attività illecite, compra nell'aristocratico villaggio di West Egg – toponimo fittizio utilizzato da Fitzgerald per riferirsi alla località di Kings Point, sulla costa settentrionale di Long Island – un'enorme villa situata sulla sponda opposta del villaggio di East Egg – pseudonimo di Sands Point –, esattamente di fronte alla casa dove Daisy trascorre le estati con il marito Tom. Gatsby, che vuole ad ogni costo riconquistare Daisy, è sicuro che il suo sogno si trasformerà in realtà e da quel momento ogni sua azione sarà tesa a quell'unico scopo.

Nick Carraway, che nel romanzo ha funzione di narratore, esprime la visione di un mondo opposto a quello di Gatsby: conformista, moralista e puritano. Nato, come egli stesso racconta, da una famiglia agiata e influente del Middle West, Nick si laurea a New Haven nel 1915 ed intraprende un tranquillo, anche se non molto redditizio, lavoro in borsa, accontentandosi sempre di alloggiare in appartamenti modesti. Nick, che è un conformista e un moralista, rappresenta un mondo opposto a quello di Gatsby, ma dovrà riconoscere che "c'era in Gatsby qualcosa di splendido, una sensibilità acuita alle promesse della vita".

Anche Nick abita a West Egg, a trenta chilometri dalla città, in un modesto villino confinante proprio con la tenuta di Gatsby:

La mia casa era all'estremità dell'uovo, a una cinquantina di metri soltanto dallo stretto, presa tra due edifici enormi [...]. Quello alla mia destra era qualcosa di colossale sotto tutti i punti di vista: una copia accurata di qualche Hôtel de Ville della Normandia, con una torre da una parte, incredibilmente nuova sotto una barba rada di edera ancora giovane, una piscina di marmo e più di venti ettari di prato e giardino. Era il palazzo di Gatsby. [...] Quanto alla mia casa, era un pugno in un occhio, ma un pugno tanto piccolo da essere trascurabile, così avevo il panorama sul mare, una vista parziale sul prato del mio vicino e la rassicurante prossimità di
gente milionaria, tutto per ottanta dollari al mese.

Una sera Nick viene invitato a cena a casa di Tom Buchanan, che ha sposato Daisy – cugina di Nick "in seconda dal lato paterno" – e conosce l'amica di Daisy, Jordan Baker, con la quale egli intreccerà una breve relazione.
Il matrimonio di Daisy e Tom, pur essendo all'apparenza tranquillo, non ha solide basi. Tom ha per amante Myrtle, la moglie di George Wilson, un meccanico che possiede un'officina sulla strada che porta a New York in una zona squallida e desolata; un pomeriggio, mentre Nick si sta recando a New York in treno con Tom, gliela fa conoscere.
Trascorrono i giorni e Nick, che ogni sera ascolta la musica proveniente dalla casa di Gatsby e osserva il via vai di gente che partecipa agli sfarzosi party che si svolgono nei suoi giardini, non ha ancora conosciuto il suo famoso vicino: l'ha solamente intravisto da lontano, una sera, in piedi davanti alla villa, che tendeva le braccia con un gesto di desiderio verso la "luce verde" che brillava nella notte. Quella luce, come scrive Rollo May 

è simbolo del mito americano: essa allude a nuove potenzialità, nuove frontiere, la nuova vita che ci attende dietro l'angolo [...] Non esiste destino; se esiste, lo abbiamo costruito noi stessi [...] La luce verde diventa la nostra più grande illusione... nasconde i nostri problemi con le sue infinite promesse, e intanto distrugge i nostri valori. La luce verde è il mito della Terra Promessa che genera ideali alla Horatio Alger.

Ma un giorno Nick riceve un invito:

Uno chauffeur in uniforme azzurra, come un uovo di pettirosso, quel sabato mattina di buon'ora attraversò il mio prato con un biglietto straordinariamente cerimonioso del suo padrone; esso diceva che Gatsby si sarebbe sentito onorato se quella sera avessi partecipato alla sua "festicciola".

Alla festa trova Jordan e ha modo così di conoscere Gatsby che mantiene sempre un atteggiamento riservato e moderato. Si reca ad un paio delle sue feste e un giorno Gatsby si reca a trovarlo:

Una mattina alle nove, verso la fine di luglio, l'automobile smagliante di Gatsby sbucò sul viale roccioso che conduceva al mio cancello ... Era la prima volta che Gatsby veniva a trovarmi, benché fossi andato a due delle sue feste, avessi girato con lui sul suo idrovolante, e dopo inviti ripetuti mi fossi servito frequentemente della sua spiaggia.

E inizia a raccontare della sua vita come a voler scacciare le accuse "che davano sapore alla conversazione nei suoi salotti".

Gatsby racconta a Nick che egli era di famiglia agiata e che i suoi erano ormai tutti morti; che era stato allevato in America ed educato a Oxford, che aveva viaggiato e che aveva partecipato alla guerra diventando maggiore. Egli mostra a Nick la medaglia con cui era stato decorato e una fotografia di Oxford presa al "Trinity Quad", convincendolo così che quanto stava dicendo era la verità:

Era la fotografia di una mezza dozzina di giovanotti in maglione a righe sparsi in un cortile al di là del quale si scorgeva una schiera di guglie. C'era Gatsby con l'aria un tantino più giovane e una mazza di cricket in mano. Allora era vero tutto.

In quell'occasione Gatsby gli dice che ha intenzione di chiedergli un grande favore. Così, tramite Jordan Baker, Gatsby chiede a Nick di fargli incontrare Daisy a casa sua. Nel frattempo Nick viene a conoscenza della storia di Daisy e Gatsby attraverso il racconto di Jordan.
Nick invita Daisy a casa sua per prendere un tè e i due si incontrano.

"Sono molti anni che non ci vediamo" disse Daisy con la voce più normale che le riuscì di trovare. "Saranno cinque a novembre".

Dopo una festa di Gatsby alla quale Daisy partecipa con il marito, egli è sicuro di aver ritrovato per sempre la donna tanto amata ed è certo di poter ripetere in tutto il passato e confida a Nick il suo sogno:

Pretendeva nientemeno che Daisy andasse da Tom a dirgli: "Non ti ho mai amato". Dopo che avesse cancellato quattro anni con quella frase, avrebbero potuto decidere sui passi più pratici da fare. Uno di questi consisteva nel ritornare a Louisville, dopo che Daisy fosse stata libera, e sposarsi in casa di lei come se fossero stati ancora al punto di cinque anni prima.

Ma Nick dice: "Non si può ripetere il passato". "Non si può ripetere il passato? Ma certo che si può" risponde Gatsby.

Daisy si recherà quasi ogni pomeriggio da Gatsby illudendolo così nel suo sogno fino a quando, in un afoso pomeriggio, Daisy, Tom, Nick, Jordan e Gatsby cercano sollievo recandosi a New York in un albergo affittato per l'occasione. Qui Tom provoca Gatsby davanti a tutti con insinuazioni sul suo conto fino a quando chiede direttamente a Gatsby cosa vuole da sua moglie: "Voglio sapere che cos'ha da dirmi il signor Gatsby" "Vostra moglie non vi ama" disse Gatsby, "Non vi ha mai amato. Ama me". Ma Daisy è riluttante e quando Gatsby pretende che lei lo dica a Tom ella protesta dicendo" Pretendi troppo". Gatsby cerca di parlarle:

Ma ad ogni parola lei si ritirava sempre più in se stessa, finché lui rinunciò e soltanto il sogno morto continuò a battersi mentre il pomeriggio svaniva, cercando di toccare ciò che era di più tangibile, sforzandosi, infelice e senza disperazione, di raggiungere la voce perduta di là dalla stanza.

Sulla strada del ritorno, mentre passano davanti al garage di Wilson, Myrtle, tenuta chiusa in stanza dal marito che sospetta un suo tradimento, riesce a fuggire ma viene investita dalla macchina di Gatsby guidata da Daisy che non si ferma e prosegue la sua corsa fino a East Egg dove la raggiunge Tom al quale lei si affida pur non rivelandogli la verità.

Myrtle rimane uccisa sul colpo e Wilson, preso dalla disperazione e deciso a vendicarsi, va da Tom con la pistola per ucciderlo.

Ma quando Tom gli rivela che la macchina che aveva investito Myrtle la guidava, come lui credeva, Gatsby, Wilson si reca da Gatsby che sta facendo un bagno in piscina e continua a sperare che Daisy appaia.

Verrà ucciso da Wilson che a sua volta si suiciderà. Lo chauffeur, il maggiordomo, il giardiniere e Nick si avviano correndo verso la piscina:

Vi era, appena percettibile, un movimento dell'acqua mentre il flusso fresco si dirigeva faticosamente verso lo scarico dell'altra estremità della piscina. Con piccole increspature che erano appena ombre di onde il materasso carico si spostava a caso nella piscina. Un alito di vento che riusciva appena a corrugare la superficie dell'acqua bastò a interrompere l'accidentale percorso col suo carico accidentale. Un fascio di foglie, sfiorandolo, lo fece girare lentamente, tracciando nell'acqua un sottile circolo rosso. Fu quando ci eravamo già avviati con Gatsby verso casa, che il giardiniere vide il cadavere di Wilson leggermente discosto nell'erba, e l'olocausto fu completo.

Nick si trova solo ad affrontare la situazione. Telefona a tutti, anche a Daisy, ma viene a sapere che proprio sua cugina è partita da mezz'ora assieme a Tom, senza comunicare la propria destinazione. Due giorni dopo arriva un telegramma da una città del Minnesota firmato Henry C. Gatz, che chiede di rinviare il funerale fino al suo arrivo:

Era il padre di Gatsby, un vecchio solenne, molto sgomento e costernato, infagottato in un gran cappottone da poco prezzo contro la calda giornata di settembre.

Il giorno del funerale Nick chiede al ministro luterano di aspettare ancora mezz'ora. Egli spera ancora che arrivi qualcuno. "Ma fu inutile. Non venne nessuno". In realtà una persona arriva, è l'ubriacone delle feste che Nick aveva trovato tre mesi prima nella biblioteca di Gatsby; costui esclama: "Ma perdio! Ci andavano a centinaia!." E aggiunge: "Povero bastardo".

Dopo il funerale di Gatsby Nick riflette sull'America e in questo modo la tragedia di Gatsby viene ad identificarsi con la perdita dei miti e la fine del sogno americano. Nick decide di abbandonare l'est e di tornare a casa.
L'ultima sera Nick scende alla spiaggia e si stende sulla sabbia lasciandosi andare ai ricordi e gli torna alla mente la capacità di meravigliarsi di Gatsby:

E mentre meditavo sull'antico mondo sconosciuto, pensai allo stupore di Gatsby la prima volta che individuò la luce verde all'estremità del molo di Daisy. Aveva fatto molta strada per giungere a questo prato azzurro e il suo sogno doveva essergli sembrato così vicino da non poter più sfuggire. Non sapeva che il sogno era già alle sue spalle, in quella vasta oscurità dietro la città dove i campi oscuri della repubblica si stendevano nella notte. Gatsby credeva nella luce verde, il futuro orgiastico che anno per anno indietreggia davanti a noi. C'è sfuggito allora, ma non importa: domani andremo più in fretta, allungheremo di più le braccia ... e una bella mattina...

In questi puntini di sospensione si sente l'attimo di disperazione di Nick e poi la ricerca di un mito che dia senso all'assurdità dell'esistenza.
Il romanzo si conclude con un'ultima frase che sembra essere un poscritto:

Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato.

http://sottoosservazione.files.wordpress.com/2010/05/images112.jpg
 Lo scrittore

http://data.whicdn.com/images/48110012/tumblr_mf4v7b47wm1qcxbdxo1_500_large.jpg

La versione del 2013 con Leonardo Di Caprio mi ha lasciato molto perplessa: per gli amanti del genere sarà piaciuta, ma la colonna sonora non c'entrava niente con il resto. L'hip hop ballato nella fontana dalle ballerine credo abbia fatto rigirare nella tomba lo scrittore.
Troppo fasto e troppi lustrini: non era sempre e per forza così negli anni '20.
Sì, Leonardo Di Caprio è un grande attore, ma la parte più bella l'ha recitata Tobey Maguire nei panni di Nick Carraway.

http://theliteraryman.files.wordpress.com/2012/07/greatgatsby.jpg

Una simpatica mappa dei personaggi del romanzo

La casa che ispirò F. Scott Fitzgerald, chiamata Lands End, è stata demolita nel 2011 a causa del suo stato di decadenza. Queste sotto sono le poche immagini che sono riuscita a trovare:

http://upstagedbydesign.files.wordpress.com/2011/04/lands-end.jpg?w=500

http://www.atlanticoutfitters.us/images/paddly_past_lands_end_n4kc.jpg

Altra ispirazione di Fitzgerald è la villa Beacon Towers di Long Island a Sands Point, ora non più esistente ma sita qui.

http://guestofaguest.com/wp-content/uploads/2013/05/scan-24_edited-1.jpg


Se guardate sulle mappe di Google sempre accanto alla posizione di Beacon Towers esiste una villa molto simile a quella dove hanno girato l'ultimo film, con la piscina, la scalinata e l'accesso alla spiaggia. Non è quella però. Ma vale la pena dare un'occhiata alle belle ville che costeggiano Long Island.

http://upstagedbydesign.files.wordpress.com/2011/04/rosecliff1.jpg?w=500

La tenuta di Rosecliff dove venne girato il film del 1974.
La villa dove invece è stata girata la versione del 2013 si trova a Sidney.

Il film che vale davvero la pena di guarda è questo:


http://www.film.it/fnts/film/immagini/600x338/gatsby_le_magnifique_1974_03_g-22022638.jpg

https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEioKlbxOiBS-JN_x1NOj8Lcq7vMBoh_UNSFMwlR21CWUW4wgzmY9Sg6LWPWCSg-wAZ5jvd4DZC2G0u8OPviKkIWRk4DypPotRDI0Yu1oQlrh1BwLrroPjpSHOeZrsqrlIQvpwBxXh9BVbFZ/s1600/A+colpidipenna-Il+grande+Gatsby.jpg

Anche in questa versione il personaggio che più mi è piaciuto è stato Nick Carraway interpretato dal bravissimo Sam Waterston.

Questo è il trailer della versione cinematografica del 1926:


E questa la versione del 1949:


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