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Il Cafè du Metro


13, Rue du Vieux Colombier
Alla fine del XVII secolo, gli immigrati dal Massiccio Centrale arrivati a Parigi si distinsero per la volontà e caparbietà nei lavori di dura fatica che i parigini rifiutavano di svolgere.
Una delle esigenze maggiori fu l'acqua corrente che ancora non esisteva, ma che i cittadini della capitale francese chiedevano a gran voce considerando i cambiamenti negli stili di vita.
Prima che i lavori di riqualificazione della città sulla base dei progetti di Hausmann iniziassero, gli emigrati di Auvergne si distinsero come portatori d'acqua a domicilio. Spesso venivano chiamati per portare l'attrezzatura e l'acqua calda necessaria per i bagni dei nobili: arrivati al piano del palazzo, i fattorini consegnavano la vasca e i secchi di acqua e attendevano sul pianerottolo per ricevere l'acqua sporca e riprendere l'attrezzatura.

Ma con l'avvento dell'acqua corrente grazie agli impianti idraulici nelle case, questa professione andò perso e presto gli emigrati convertirono la loro abilità per inventarsi in un nuovo ruolo: i commercianti di carbone, meglio conosciuti come "Bougnats". A differenza dei fattorini dell'acqua, questa mansione richiedeva un negozio stabile ed è anche da qui che comincia a svilupparsi il commercio e l'economia della città.
Con il passare del tempo tutte le professioni diventano a portata degli emigrati dell'Auvergne che presto cominciano a vendere anche vino sfuso.

E' questo, dunque, l'inizio dell'attività del Cafè du Metro .Nel 1920 i coniugi Legrand, originari dell'Espalion comprano il locale del Cafè per iniziare un'attività complementare a quella già in atto di venditori di carbone e legna. All'arrivo del carburante e dell'elettricità (il "Café du Metro" è stato il primo locale della Rue de Rennes ad essere collegato alla rete), l'attività di commercianti di materie prime dovette essere abbandonata.
Marcelle, la loro unica figlia nata nel 1921, assumerà la gestione del Cafè con il marito, incontrato dopo la Seconda Guerra Mondiale. Entrambe le generazioni si riuniranno per quasi trenta anni per fare del Cafè uno dei locali più di successo della capitale, crogiolo di scrittori, pittori e artisti di diverse tendenze.

L'attività del Cafè, attraverso diverse generazioni, resta aperta e sempre eclettica. Oggi Cristopher, il pronipote dei coniugi Legrand, insieme alla moglie Anne continua a perpetuare lo spirito dei bisnonni ed essere, a sua volte, promotore di iniziative culturali e sociali nel loro locale.




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