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Francis Carco


Nouméa, 1886 – Parigi, 1958

Pseudonimo di François Carcopino-Tusoli , Francis Carco è stato uno scrittore francese che ambientò le sue opere tra bassifondi parigini e vita bohèmienne di inizio '900.

Fu narratore e poeta di scuola definita "fantaisiste". Tra i suoi libri: Jésus-la-Caille (1914), Rue Pigalle (1928), Poemi in prosa (Poèmes en prose, 1948); il volume memoriale: Da Montmartre al Quartier-latin (De Montmartre au Quartier latin, 1927). Le poesie sono raccolte in La bohème e il mio cuore (La bohème et mon coeur, 1929).

Francis Carco passa i suoi primi dieci anni in Nuova Caledonia, dove suo padre lavorava come ispettore dei campi di stato.
Ogni giorno vede passare sotto le sue finestre in Rue de la Republique, i detenuti incatenati imprigionati sull'Isola di Nou. Questo segnerà tutta la sua vita attraverso immagini e ricordi che ricordano il "Male".
Francis vive con la sua famiglia a Chatillon-sur-Seine. Di fronte alla violenza e l'autoritarismo paterno, si rifugia nella poesia, che esprime la sua rivolta interiore. Nel 1901 la famiglia si trasferì al 31 di Avenue de la République a Villefranche-de-Rouergue e poi a Rodez nel 1905-1907.
Viaggia fino a Nizza; poi Agen, Lione e Grenoble. Durante queste visite, Carco incontra i giovani poeti che fondano con lui dal 1911, l'Ecole Fancier. Insieme a Robert de la Vaissiere, Jean Pellerin, Leon Veranne e Tristan Derème, Francis Carco arriva a Parigi nel gennaio 1910. Ha 23 anni e qui inizia a frequentare Montmartre. Comincia a frequentare il cabaret du "Lapin Agile", dove incontra Pierre Mac Orlan e Roland Dorgelès. Dopo aver raggiunto il successo (cantando una canzone dal titolo "I pipistrelli di Af"), su invito del Père Frédé, fa amicizia con i più famosi bohémiens dell'epoca.

Conosce Apollinaire, Max Jacob, Maurice Utrillo, Amedeo Modigliani e Pascin. Comincia a scrivere, inoltre, recensioni di ciritca d'arte per le riviste L'Homme libre e Gil Blas. Comprende ben presto che il quartiere dei piaceri di Montmartre e della criminalità lo sta portando alla perdizione; si trasferisce, così, a Nizza presso la nonna. Qui pubblica il suo primo libro "La Bohême et mon coeur" nel 1912. All'inizio del 1913, Francis Carco tornò a Parigi. Si trasferisce al numero 13 del Quai aux Fleurs; incontra Katherine Mansfield e John Middleton Murry.
Carco inizia con Katherine un rapporto burrascoso e problematico (egli stesso ne parla come "un amore destinato al disastro"). Francis presta il suo appartamento a Katherine durante il servizio militare, vicino a Besaçon. Dirà, poi, che i giorni del servizio gli diedero l'ispirazione per le descrizioni di Parigi che utilizzerà durante la pubblicazione di "Les Innocents" nel 1916.

Nel 1914 pubblica, sul Mercure de France, con il supporto di Rachilde, moglie di Alfred Vallette, capo della rivista, "Jésus la Caille", la storia di un magnaccia omosessuale (scritto, per la maggior parte durante il suo soggiorno a Nizza presso la nonna). Nello stesso anno si arruola nel corpo degli Intendant des Postes (prende, infatti, l'abitudine di scrivere le sue poesie sulle buste delle lettere che distribuisce ai soldati),
Con l'aiuto di Jean Paulhan, Carco si unisce al corpo di volo di Avord e, successivamente, a Étampes e a Longvic vicino a Digione. E' in questa occasione che conosce Colette, nei corridoi del giornale l'Eclair. "Ho incontrato una grande signora", ha scritto al suo amico Leopold Marchand. La loro amicizia durò fino alla morte di Colette. Essi trascorrono le vacanze insieme in Gran Bretagna.
Altre sue opere sono: l'Équipe, Rue Pigalle, les Innocents, Rien qu'une femme, Perversité, Vérotchka l'étrangère, l'Ombre, la Lumière noire, l'Homme de minuit, Surprenant procès d'un bourreau, Souvenirs sur Toulet et Katherine Mansfield, Maman Petitdoigt, De Montmartre au Quartier latin, À voix basse, Nostalgie de Paris e alcune biografie di Maurice Utrillo, di Paul Verlaine, di Villon e di Gérard de Nerval.

Il suo lavoro è ricco di un centinaio di titoli, romanzi, racconti, ricordi, poesie.

Morì il 26 maggio 1958; è sepolto nel cimitero di Bagneux di Parigi.

Francis Carco ha scritto canzoni, tra cui La taverna Soft, messa in musica da Jacques Larmanjat, cantata da Marie Dubas (1931) e Suzy Solidor (1935), l'organo di amore, musica e Varel Bailey, cantata da Edith Piaf (1949), o canzoni sentimentali, la musica di J. Larmanjat, cantata da Freels, nel 1935.Carco si cantarono questo canto scorso al Lapin Agile nel 1952.

3 commenti:

valdelia ha detto...

Bonjour, Edmea, et merci pour ce reportage très intéressant.

Je profite de l'occasion pour vous présenter tous mes voeux de bonne année 2011.
Qu'elle vous apporte santé, bonheur et prospérité !

A bientôt !
V.

Edmea ha detto...

Bonjour Valdelia,

merci pour être passée sur mon blog.
Je saisis également cette occasion pour vous souhaiter une Bonne 2011 et Buona Fortuna.

A bientôt

VenetiaMicio ha detto...

Un écrivain que Angelo aime particulièrement.
Nous avons dans notre bibliothèque : La rue (Albin Michel qui était l'éditeur, se trouvait à ce moment là rue Huyghens dans le 14e et le livre est dédié à Colette©1930)et l'autre ouvrage est le roman de François Villon, aussi vieux.Bien sûr nous avons aussi Jésus-la-Caille...
Quant à son nom il est Corse et c'est un bien joli nom.
Joli billet
Bises
Danielle

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