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La donna di Parigi

 
Di recente ho visto un bellissimo film muto "A woman of Paris". Ne riporto qui di seguito la scheda e alcuni dati.

E' un film diretto e prodotto da Charlie Chaplin e interpretato da Edna Purviance; fu proiettato la prima volta il 1º ottobre 1923.

Onorati gli impegni contrattuali con la casa di produzione First National (e con che capolavori), Chaplin è finalmente libero di produrre da sé i suoi film, o meglio, sotto l'etichetta della United Artists, casa di produzione da lui fondata unitamente ai colleghi ed amici Douglas Fairbanks, Mary Pickford e D. W. Griffith, quale risposta al cartello delle majors Hollywoodiane che speravano di uniformare al ribasso i cachet delle loro stars. La contromossa di Chaplin e soci, giocata d'anticipo e con tanto di spie e detectives ingaggiati ed infiltrati nelle riunioni delle majors per acquisire informazioni riservate, fu decisamente più efficace, poiché taglió loro i profitti e secondariamente, per quanto involontariamente, decretó il fallimento più o meno immediato di alcune di loro.

Per la verità questo primo film indipendente di Chaplin non comportò grosse soddisfazioni economiche, anzi, da questo punto di vista, fu un fiasco. Per contro, dal punto di vista estetico, l'accoglienza della critica fu oltremodo entusiasta: le recensioni lo descrissero come il più importante film drammatico mai proiettato fino ad allora, innovativo, rivoluzionario, nel soggetto e nell'interpretazione, il primo film realista. In effetti Chaplin col suo genio, la sua intelligenza, volle improntare la recitazione ad uno stile misurato, essenziale, rompendo con l'enfasi mimica propria del muto. Dovette faticare parecchio per convincere i suoi attori al nuovo stile recitativo, intimando loro la naturalezza, rammentando loro, durante le riprese, che la camera avrebbe amplificato sullo schermo i minimi particolari e le espressioni del loro volto e che quindi anche il semplice battere di ciglia sarebbe stato egualmente colto dallo spettatore.

Il film influenzerà in seguito intere generazioni di registi, confermandosi una pietra miliare nella storia del cinema. Allo spettatore moderno non può certo rivelare nulla di così rivoluzionario, ma ai suoi contemporanei, in particolare agli addetti ai lavori, fornì la chiave di una nuova lettura dell'arte cinematografica.

Probabilmente questa fu la causa dell'insuccesso di pubblico del film: a nessuno interessava un film d'arte, a nessuno interessava pagare per un film di Chaplin in cui Chaplin non compariva, il pubblico voleva ridere con Charlot. Infatti questo e La contessa di Hong Kong saranno le uniche due opere di Chaplin in cui egli si limita a dirigere senza prendere parte alla recitazione. Per la verità Chaplin appare per una manciata di secondi, alla stazione, nei panni del facchino che perde la cassa che sta trasportando sulle spalle e si allontana.

Inoltre, l'America puritana e bigotta dell'epoca non gradì la dubbia moralità della protagonista e che si dipingessero dei genitori (intesi come famiglia) in modo meno che esaltante com'era tradizione, dato che, nello specifico, essi sono la causa delle disgrazie dei due innamorati. Come conseguenza in alcuni Stati il film fu arbitrariamente riadattato con il taglio delle scene ritenute inopportune. Altrove, dove vigeva la proibizione del tabagismo, venne direttamente boicottato.

Chaplin non poteva sopportare che chicchessia manomettesse il suo lavoro: dopo solo un mese di programmazione tolse il film dal circuito di distribuzione per non mostrarlo mai più. Solo cinquant'anni più tardi, alla fine della sua carriera e della sua esistenza vi rimise mano quale ultimo impegno terreno. Fu ridistribuito postumo.

http://it.wikipedia.org/wiki/La_donna_di_Parigi



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