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Il Café La Savoyarde


Esiste un Café a Parigi (come ne esistono tanti altri) che non c'è più.
Si tratta del Café La Savoyarde, un bel locale appena sotto la collina del Sacré-Coeur nel quartiere di Montmartre. Il nome è stato scelto proprio perchè in prossimita della chiesa e della sua campana, La Savoyarde. Si trovava all'incrocio delle scalette che portavano nel parco sottostante con la Rue du Cardinal Dubois.


Oggi il bel locale non c'è più.
Maurice Utrillo lo ritrasse più volte.


Ecco come si presenta oggi.


La via, oggi, si può raggiungere con il Montmartrobus scendendo alla fermata "Utrillo" situata giusto di fronte all'edificio oppure utilizzando la Funiculaire de Montmartre e scendendo dalla Metrò alla fermata "Anvers".

Non ho abbastanza notizie dell'antico locale. Qual'è la sua storia? Da chi era frequentato? Perchè è stato chiuse e l'edifico ha cambiato di destinazione?
Se qualcuno ha qualche notizia o voglia aiutarmi in questa (ardua) ricerca, mi contatti.
Grazie

Ultimi aggiornamenti

Dopo l'indicazione datami da Danielle relativamente ad alcuni riferimenti citati nel volume "Dictionnaire illustré des Lieux à Montmartre", ©Editions André Roussard Paris 2001, non avendo purtroppo il libro, ho cercato informazioni tramite il Web.
Purtroppo non c'è niente che tratti del locale "Bengali" (Danielle mi dice nel commento che si tratta del nome precedente del Cafè) e dunque di questo non ho alcuna fonte.
Sono riuscita a trovare qualcosa in merito ai due nomi successivi dal sito http://www.paperblog.fr/2662026/rue-des-martyrs-deux-brasseries-peu-ordinaires/.

Brasserie Concert des Martyrs (nome associato al locale dal 1897)

Si dice situato all'incrocio tra due vie, Rue des Martyrs 7 e Rue de Notre-Dame-de-Lorette 8. Ho fatto una veloce ricerca con le mappe di Google, ma purtroppo le due vie risultano disposte in due punti diversi.
Del locale si sa che è stato aperto da un certo Schoen che, però, fallì quasi subito. Gli seguì Monsieur Bourgeois che darà una certa notorietà al locale cambiando le decorazioni e il mobilio. Il locale diventa, ben presto, ritrovo di artisti e scrittori come Alfred Stévens e Yan d’Argent.
E' qui che due gruppi artistici, i cosiddetti "ingristes" e "coloristes" si opposero con violenza a colui che stava diventando il Maestro per eccellenza, Gustave Courbet.
L'entrata era molto stretta (si dice la metà della porta che si trova ora allo stesso numero civico) e all'interno il locale era diviso in più sale, ognuna delle quali era riservata a particolari categoria (c'era quella per gli artisti, quella per gli scrittori, e così via).
Qui Manet era di casa. Erano presenti anche alcuni scrittori come Champfleury, Philibert Audebrand, Louis Desnoyers, musicisti, uomini politici e qui venica anche Jules Andrieux il futuro Communardo che fece di questo locale uno dei luoghi più tumultuosi di Parigi.
La Brasserie era frequentata anche da Pierre Larousse e Pierre Dupont, il cantante-poeta autore dell'immortale motivo "Les Bœufs" che veniva spesso accompagnato con il Maestro dell'orchestra dell' Elysée Montmartre, Olivier Métra.
Qui il Dottor Gachet si accompagnava con Renoir, Boudin, Monet, con Henri Mürger, Aurélien Scholl, Alphonse Daudet, Jules Vallès e Charles Monselet.
Ci si poteva anche incontrare un poeta dagli occhi pieni di fiamme, schivo e a volte rabbioso, urlante contro la società dell'epoca, un certo Léon Bloy che, per patriottismo, serviva con coraggio nel gruppo dei franco-tiratori in occasione dell'invasione del 1815.

Mercerie Galerie des Martyrs (nome associato al locale dal 1900)

Di questo negozio, purtroppo, non ho avuto alcuna informazione.

2 commenti:

VenetiaMicio ha detto...

On peut lire dans le Dictionnaire illustré des Lieux à Montmartre ©Editions André Roussard Paris 2001 que la Brasserie tenta de se muer en café-concert entre 1890 et 1900, sans beaucoup de succès. En 1896 elle prit le nom de "Bengali", puis de "La Savoyarde". C'est sur cette scène qu'avait débuté la très jeune Mistinguett. En 1897 l'enseigne changea et prit le nom de Brasserie Concert des Martyrs, puis une mercerie dite Galerie des Martyrs en 1900...
Dommage je ne suis pas une "Poulbot de Montmartre"...
Danielle

Edmea ha detto...

Merci Danielle de tes information.
Je chercherai alor ce que tu m'as dit.

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